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IL FUTURO DI MADRE TERRA
incontro con Valtenir, Bladimir e Eloir
di Silvia Pettiti
Per Eloir, vent’anni, e Bladimir, 39, è il primo viaggio in Italia. Valtenir ci ritorna dopo nove anni. Ci incontriamo nel salotto di don Mario, in un pomeriggio tranquillo, con Paula che traduce e garantisce che ci si capisca in quel dialogo dove si mescolano parole italiane e portoghesi.
Iniziamo con un paio di domande, poi la conversazione scorre liberamente. Che cos’è per te Madre Terra? Perché sei lì? Che cosa sogni per il futuro? Risponde per primo Eloir, che resterà in Italia un mese ospite dell’azienda agricola Pacini di Rigoli (Pisa), dove apprendere “tutto il processo, dal-la piantagione dei semi alla vendita dei prodotti”, dove si u-sano le tecnologie e l’agricoltura produce reddito e lavoro.
“Ho iniziato a frequentare Madre Terra perché la mia famiglia e Neldo (lo zio) conoscevano Arturo e perché questo progetto è stato iniziato da Arturo. Ho iniziato a lavorare come volontario, mentre ancora andavo a scuola, ci andavo un giorno alla settimana. Così ho conosciuto don Mario che mi ha proposto di lavorare nel progetto. Mi ha fatto molto piacere, ho cercato di coinvolgermi a fondo per guadagnarmi la fiducia. Mi occupo dell’orto e della vendtia dei prodotti. Mi piace stare a Madre Terra, che per me significa ‘qualità di vita’, cioè salute, serenità , un luogo tranquillo”.
Bladimir, fratello maggiore di Valtenir, condivide l’espressione “qualità di vita”, anche se “pensare a un villaggio di amici è un obiettivo lontano, difficile da raggiungere”. “Mi occupo della parte amministrativa e collaboro con Neldo per cercare di ampliare il mercato di vendita dei prodotti. E' un impegno gravoso, perché dalla vendita dipendono le entrate. Poco prima della mia partenza, abbiamo trascorso una notte intera a pensare un progetto per la produzione e la vendita dei pesci che alleviamo nel lago. Madre Terra è un luogo dove poter realizzare se stessi e aiutare gli altri a valorizzarsi”. Il suo soggiorno italiano, finalizzato a fare il punto sul progetto e individuare le linee guida per il futuro, lo sorprende come marinaio di primo viaggio perché “il Colosseo, San Pietro, la fontana di Trevi li conosciamo dai film, dai libri e ora li vedo dal vero. È come entrare nella storia”. Poi Eloir e Bladimir scherzano: “Senza il nostro quotidiano riso e fagioli, pensavo di morire di fame, invece vediamo che si mangia bene e la vostra accoglienza è davvero molto premurosa... grazie, potete continuare così!”. Aggiunge Eloir: “Appena arrivati a Milano sono stato colpito dalla freddezza delle persone, nessuno che si guarda negli occhi, chi parla al cellulare, chi lavora al computer, tutti hanno fretta... ma poi ho visto che non tutti sono così”. “A me ha colpito il gran numero di stranieri e, devo dire, un atteggiamento non sempre molto accogliente nei loro confronti” dice Valtenir, che nove anni fa aveva visto un’Italia diversa. Riguardo a Madre Terra, Valtenir la definisce “una opportunità , una possibilità di cambiare vita che non va bene per tutti, così come l’esperienza delle Case Lar (il progetto di case famiglia che Valtenir insieme alla moglie Ivania coordina fin dalla origine attraverso la fondazione Nosso Lar)”. Valtenir aveva partecipato direttamente alla fase di avvio della fattoria, occupandosi della ricerca del terreno e, ricorda anche, “già nel 1998 avevamo pensato un progetto ‘Madre Natura’ per i bambini delle Case Lar, cioè volevano che le case famiglia fossero costruite in un’area verde, circondate dalla natura, per aiutare i bambini a sviluppare il loro contatto con la natura”. Poi prosegue: “Per me la fondazione è un luogo dove fare qualcosa per gli altri, è un impegno di vita, e la stessa cosa penso possa essere Madre Terra per le persone che scelgono il progetto. Certo, il cammino è lungo e solo camminando si potrà vedere se la strada è giusta. Io penso che il progetto possa essere una esperienza alternativa per i ragazzi che vi partecipano. Secondo me dovrebbero aumentare il senso di responsabilità e il processo di autonomia”.
(luglio/agosto 2009 |
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