Nel mese di ottobre don Mario ha trascorso quindici giorni a Madre Terra, e da lì ha scritto questa lettera aperta rivolta agli amici.
Foz do Iguaçu, ottobre 2010Â
Questa mattina uscendo di casa sono stato accolto dal cinguettare chiassoso di uno stormo di pappagallini verdi appostati sugli alberi. Qui a Madre Terra, da dove vi scrivo, (Foz do Iguaçu, Brasile), la primavera è prorompente in tutta la bellezza della natura. Abbiamo appena assistito allo schiudersi delle uova delle oche depositate sull’isola del lago, per preservarle dagli iguana sempre in agguato. Appena nati i pulcini sono stati amorevolmente accompagnati in acqua dalla madre per incominciare la loro vita, tra gli schiamazzi festosi delle altre oche. Queste scene sono il simbolo della dinamica quotidiana del progetto Madre Terra.Â
In questi giorni abbiamo fatto un altro passo verso la trasformazione organizzativa della nostra fattoria da onlus a impresa sociale. Come sapete l’impresa sociale si differenzia dalle imprese profit per l’obiettivo e per il fatto che gli utili vengono reinvestiti nel progetto stesso. Dei componenti il gruppo di lavoro sei sono diventati agricoltori autonomi e gli altri continueranno, per ora, ad essere dipendenti. Gli autonomi si costituiranno in associazione di agricoltori, la loro retribuzione avrà un fisso e una parte variabile legata ai profitti. Quotidianamente riceviamo numerose richieste dei nostri prodotti a cui facciamo fatica a rispondere. Le donne del gruppo stanno sperimentando la preparazione di confetture. Ho provato di persona la bontà delle loro marmellate, eccezionali quella di banana e quella di zucca. Mentre vi scrivo in lontananza sento il rumore del trattore che mi accompagna lungo tutta la giornata. Abbiamo un grosso e per ora insormontabile problema: non riusciamo ancora ad avere il riconoscimento di agricoltura biologica, per il disturbo che ci dà il vicino con l’utilizzo di pesticidi e diserbanti chimici inquinanti. L’unica soluzione sarebbe quella di acquistare la terra del vicino confinante con la nostra proprietà .Â
Dopo questi cinque anni di prova ed errori, la proprietà è diventata bellissima, il gruppo è compatto ed entusiasta. È un vero piacere trascorrere le giornate con loro. Puntualmente ogni mattina iniziamo con una breve riflessione e un momento di silenzio contrassegnato dal tocco della campana buddista. Spero che molti di voi possano presto venire a constatare di persona l’accoglienza dell’agriturismo che incominciamo a sperimentare. A giorni inizieremo la strutturazione della casa del “caseiro” (custode) che avrà una doppia funzione. Di giorno servirà come spazio per i pasti dei ragazzi e per il loro riposo. La sera e i fine settimana diventerà un piccolo ristorante dove sperimentare la cucina italiana.Â
In questa trasformazione ci stanno aiutando con le loro specifiche competenze un gruppo di amici “apaixonados”. Una cooperativa di giovani esperti in economia dello sviluppo rurale di Firenze (LAMA) ci aiuta negli aspetti tecnici. Stiamo anche prendendo contatti con la Scuola Agricola di Foz per aprire una sezione specifica riservata alle coltivazioni biologiche qui a Madre Terra. Questa iniziativa sarà rivolta ai giovani delle “favelas “ di età compresa tra i quattordici e i diciassette anni. Chi di voi fosse interessato a conoscere i dettagli del progetto si metta in diretto contatto con me (demaiom@oreundici.org). Ne parleremo anche al convegno invernale di Roma.