![]() |
||
| NOTIZIE DALLA SOLIDARIETA' | ||||||||||
|
di Rosella Martelli Sacchi e Franco Martelli Aspettavamo l’occasione giusta ed ecco che si presenta. Siamo a Buenos Aires per qualche giorno, in attesa di partire per l’Antartide e decidiamo di dedicare una giornata a Madre Terra, il grande sogno di Ore 11 e di tutti noi che contribuiamo alla sua realizzazione. E’ con immensa curiosità ed emozione che saliamo sull’aereo con il quale alle 11 (!) atterriamo all’aeroporto Cataratas di Iguacu. Il sorriso dolce e rassicurante di Geneci è il miglior benvenuto e ci fa sentire subito a casa. Montiamo in macchina, non piove, per un’ora ci godiamo la vista della lussureggiante foresta sub-tropicale che ci circonda. Una rapida sosta alla frontiera brasiliana e, poco dopo, ecco la scritta a noi familiare: “Madre Terra”. Ci accolgono con grande calore Bladimir, Eloir fresco sposo e, con un sorriso smarrito, Aline, la nostra figlioccia, quasi vergognosa nel presentarsi con un fagotto in braccio, inaspettato quanto vivo e concreto, il suo bellissimo Renan, frutto forse di un gioco più grande di lei. E’ piccola Aline, molto minuta, una bimba lei stessa, ci fa dire che è felice solo perché ci siamo ricordati di lei. La abbracciamo, Rosella tende le mani verso il neonato che le viene porto, è felice perché sente sulla sua pelle il tepore e la tenerezza di una giovane vita. La cuoca ha allestito per noi un vero e proprio pranzo di fine anno con tante specialità locali, le facciamo onore assaggiandole tutte, compreso il succo ed i frutti rossi dell’acerola, la golosità di Padre Arturo. Attorno a noi tanto meraviglioso silenzio, interrotto solo dalle voci della natura. E’ venuto il momento di conoscere la fattoria ed ecco che Bladimir ed Eloir ci accompagnano. La realtà ci appare decisamente superiore alle foto che, sia pure in gran numero, abbiamo visionato nelle nostre visite a Trevi. E’ un podere ordinatissimo, ricco di varietà vegetali, dalla manioca alla canna da zucchero, dagli ananas all’uva, al pomar dos amigos, tutto manifestamente coltivato con competenza e dedizione. Passiamo anche dai laboratori, dal pollaio, dalla conigliaia che ci intenerisce per la presenza di numerosi cuccioli ed arriviamo fino al laghetto dei pesci, sul quale si affaccia l’accogliente casa di Don Mario, in posizione strategica. Ci sediamo a frescheggiare sulla veranda, ci sentiamo in pace con il mondo, poi un vagito aumenta la nostra allegria: ci hanno raggiunti Geneci con Aline ed il suo piccolo. Renan soffre il caldo e si lamenta, “mamma” Geneci suggerisce una doccia rinfrescante e gliela fa, sotto lo sguardo impacciato di Aline che è impreparata e deve ancora imparare molto. Renan si acquieta ed insieme ritorniamo alla casa grande. Abbiamo lasciato ai ragazzi delle magliette portate dall’Italia (ne può sempre servire qualcuna in più a chi lavora la terra!) e li fotografiamo. E’ il momento di salutarli, perché si avvicina l’ora della partenza ed Aline desidera che prima andiamo a casa sua. Ci abbracciamo tutti, ovviamente ci auguriamo di rivederci, magari per un soggiorno più lungo. Geneci ci guida all’alloggio di Aline, generosamente concessole dalla Fondazione Nosso Lar. E lì purtroppo constatiamo tutto il disagio di questa piccola donna, che avrà bisogno di parecchio sostegno per imparare ad auto-gestirsi: la casa è infatti in gran disordine, non certamente il nido ideale per un neonato… Ma tant’è, la realtà locale non è delle più rosee e le persone da aiutare sono in numero assai rilevante. Noi, salutandola, ci siamo ripromessi di continuare a tenerci in contatto tramite Geneci, dichiarandoci comunque sempre disponibili. E’ venuta l’ora di riportarci all’aeroporto argentino: siamo da una parte amareggiati per il contatto con una realtà umana complessa e difficile e dall’altra euforici per aver visto quanto l’impegno e la passione abbiano reso possibile l’avverarsi di un sogno d’amore: per la terra, per gli uomini, per un futuro nel quale vogliamo e dobbiamo credere. La provvidenza ci assiste sempre e sicuramente ci permetterà di far diventare questo nostro sogno ancora più grande. P.S. – Un grazie di cuore a Paula e a Don Mario, che ci hanno aiutato a vivere questa “giornata particolare” (dicembre 2010)
|
|
|||||||||
|
||||||||||