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SOLIDARIETÀ
UNA TERRA CHE CI UNISCE
una domenica con le donne di Madre terra
di Lidia Danielli
Il rumore e i trattori che accompagnano la vita di lavoro a Madre terra tacciono la domenica.
La laboriosità dei giorni feriali cede il posto a un'atmosfera distesa e tranquilla. Domenica 12 giugno, festa della Pentecoste, Madre terra si è animata della presenza variopinta e vivace delle donne che lavorano al progetto: Veronice che è la custode e si occupa anche degli animali della fattoria, Luzinete che segue la lavorazione della manioca ed è la moglie di Julio (una delle "colonne" di Madre terra) e poi Loreni, la moglie di Joao (che è il primo "figlio adottivo" di fratel Arturo qui a Foz, che
a fine giugno verrà in Italia insieme alla moglie, per ritrovare Arturo... la prima volta da questa parte dell'oceano).
Anche lei segue la lavorazione della manioca. Poi c'erano le compagne degli agricoltori che ogni giorno lavorano a Madre terra. Erano rappresentate tutte le classi di questa società, dall´avvocata alla madre di famiglia. Don Mario le ha accolte con il benvenute, la grande notizia che ha fatto esultare tutte e tutti è stato il riconoscimento di Madre terra come azienda di produzione biologica, ottenuto dopo non poche difficoltà sia operative che burocratiche. Poi, non vi è stato un solo momento di silenzio... Discorrendo degli argomenti più vari, le donne lasciavano trasparire l´orgoglio che i loro mariti agricoltori lavorassero non per "un padrone" ma per unacomunità di amici impegnati a creare un futuro diverso per i loro figli.
"Se poteste scegliere la professione del marito delle vostre figlie, quale vi piacerebbe fosse?": questa domanda è contenuta in un questionario realizzato in Italia, a cui il 60% delle mamme italiane ha risposto: "un agricoltore". Le donne del neonato "club das mulheres das madre terra" hanno accolto con un po' di sorpresa e imbarazzo la risposta di quel sondaggio. Il loro orientamento non è apparso molto chiaro, ma certo è stata un'occasione, che non si verifica troppo frequentemente, per parlare della professione dei loro mariti. Mentre il dialogo cresceva, il più giovane degli agricoltore Geziel, diciassette anni, ha sellato due cavalli per accompagnare gli ospiti italiani a visitare la proprietà.
Al termine della discussione, le donne hanno concluso il loro incontro con un dolce a base di carote, cavolo verde e arancia accompagnato da un caffè all´italiana. Nel congedarsi si sono date appuntamento per un prossimo incontro con le rispettive famiglie per un pic nic sulla riva del fiume Iguacu, che fa da confine alla nostra proprietà.
Nei giorni seguenti abbiamo avuto un'altra visita, a sorpresa, molto gradita: Adilson, uno dei primi ragazzi che avevano partecipato al progetto, e che ora vive a Florianopolis (si fanno quattordici ore di pullman per raggiungere Foz do Iguaçu...), è arrivato per incontrare il suo amico Cristiano, "agricoltore" a Madre terra. Insieme sono venuti dai "vecchi amici": non sappiamo se Adilson tornerà un giorno a lavorare con noi, ma la sua visita parla di amicizia, di storia che ci accomuna, di radici che resteranno per sempre. Abbiamo ricordato i primi tempi di Madre terra, abbiamo riso e bevuto insieme un caffè forte all'italiana... È bello arrivare da Florianopolis o da Roma e trovare un fazzoletto di terra in comune, che ci fa sentire familiari e amici.
(luglio-agosto 2011) |
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