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| NOTIZIE DALLA SOLIDARIETA' | ||||||||||
MADRE TERRA A TREVI a cura di S. P. Venerdì 26 agosto il palco di Trevi era giallo-amarello: accanto a fratel Arturo e don Mario, italiani all'anagrafe, brasiliani nel cuore, c'erano Lìvia, Geneci, Francieli e Paula… brasiliane anche all'anagrafe. Oi, sou feliz d'estar aqui ha dichiarato Livia, nove anni, con un sorriso pieno di gioia, al suo primo viaggio in Italia, che insieme a mãe-mamma Geneci hanno riempito di commozione e gratificazione il nonno Arturo. Francieli, a sua volta, forse sta diventando un po' italiana nel cuore: Sono molto contenta di stare qua in Italia, è un'esperienza bellissima, quando tornerò in Brasile sarò migliore di come sono partita, per tutte le cose che ho imparato, compreso l'italiano… sono contenta di vedere il lavoro che unisce gli italiani e i brasiliani, questa unione tra lontani che rende vicini. Quando torno in Brasile farò l'esame per entrare all'università latinoamericana di Foz, per prendere la seconda laurea perché mi piace studiare. E voglio ringraziarvi tutti perché la prima laurea l'ho raggiunta con l'aiuto degli amici italiani, perché sono cresciuta nella fondazione Nosso Lar. Poi Geneci ha risposto alle domande di Paula. Che significato ha avuto per la tua famiglia la presenza di Arturo? Non posso parlare di Arturo senza parlare di Reginaldo. Quando ho conosciuto Reginaldo lui viveva con Arturo, perché non aveva dove vivere e Arturo lo aveva invitato a stare con lui, senza chiedergli niente. Dunque, quando mi sono sposata con Reginaldo ho acquisito non soltanto un marito ma anche un suocero che è Arturo! Arturo per noi è un modello di vita, è una presenza che ci parla. Quando siamo in casa e parliamo di Arturo, anche se fisicamente è lontano, non è mai assente dalla nostra vita, lo sentiamo sempre vicino. Parliamo di Madre Terra: come si svolge la vita quotidiana? La vita a Madre Terra non si discosta molto da una vita normale ma vi sono alcune differenze. Al mattino si fa la colazione insieme, poi c'è una breve meditazione, quando c'è don Mario si suona la campana tibetana, poi ciascuno parte per il lavoro con la sua equipe. A mezzogiorno si fa pranzo insieme e poi ciascuno si riposa. Nel pomeriggio si torna al lavoro fino a sera. Che cosa c'è di diverso rispetto ad un altro luogo? Nel lavoro ognuno fa quello che gli piace e che è capace di fare, si cerca di dare ad ognuno un lavoro che risponda come piacere e come difficoltà, e questo è importante. Nella vita quot idiana, poi, ci sono cose belle e anche difficoltà, nel lavoro, nei rapporti tra noi… Allora abbiamo creato il "giorno dell'amicizia", per stare insieme e ricordarci il valore dell'amicizia. Ogni volta che viene qualche amico italiano, lo accogliamo con un churrasco perché queste persone vengono a Foz per conoscerci, per stare insieme a noi e per noi è importante manifestare la nostra gioia e la nostra amicizia. Perché il progetto Madre Terra è importante per Foz? Foz è una città con una popolazione molto giovane, i giovani spesso sono implicati nella droga e nella delinquenza, e Madre terra offre un luogo dove stare, dove lavorare e imparare una professione. Un altro valore importante è il recupero del valore della famiglia. A madre terra si vive una dimensione familiare perché le cose sono fatte insieme, con amicizia, e i giovani imparano a vivere insieme. Tra questi vi sono alcuni ragazzi che provengono dal carcere minorile, all'ultimo anno della pena che, attraverso una convenzione con il carcere minorile, possono essere inseriti a Madre Terra. Uno di loro, al termine del suo periodo carcerario, ha scelto di restare a Foz e ha chiesto di essere assunto a Madre Terra. Speriamo che dopo di lui ci siano altri ragazzi. Madre Terra ha l'obiettivo di diventare autonoma economicamente, e così speriamo di creare altre opportunità, altri progetti per coinvolgere altri giovani. Come vedi l' amicizia tra italiani e brasiliani? L'amicizia con tanti italiani ha creato l'opportunità di realizzare molte cose ma soprattutto di stare insieme e conoscerci. Molti di voi sentono spesso parlare di Madre Terra, leggono i quaderni, io capisco che voi conoscete molte cose della nostra vita, molti dettagli che a volte noi non percepiamo, ma che ci aiutate a scoprire. Penso spesso al fatto che Ore undici sia nata attraverso un incontro casuale, attorno a don Mario, e da lì si è arrivati a formare un gruppo di persone che si preoccupano di altre persone… questo è grande! Allora, quando aspettiamo gli amici di Ore undici e don Mario, sentiamo di avere l'opportunità di un incontro di amicizia e cerchiamo di fare in modo che stiate bene insieme a noi. (ottobre 2011) |
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