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FILM
 
   

HEREAFTER

CLINT EASTWOOD
Stati Uniti 2010

REGIA: Clint Eastwood
CAST ARTISTICO: Matt Damon (George Lonegan), Cécile de France (Marie Lelay), Frankie Mc Laren (Marcus)
SCENEGGIATURA: Peter Morgan
DISTRIBUZIONE: Warner Bros Italia
NELLE SALE: dal 5 gennaio 2011

Èun film sul senso di mistero e di incompletezza che appartiene a tutti noi”. È questa la migliore definizione data dallo stesso Clint Eastwood. Ha da poco compiuto ottanta anni e dopo aver presentato Hereafter il 4 dicembre a Torino sta già lavorando su un altro progetto che vedrà come interprete Leonardo Di Caprio. La lista delle sue opere è lunga, con cinquanta anni di cinema e trenta come regista. Il vecchio cowboy di Sergio Leone affronta con coraggio e sensibilità in questo film Hereafter “l’aldilà”., il tema della morte e del suo mistero. 
Hereafter riconosce che la vita è un esperimento con un termine e si articola per questo al di qua e al di là del confine che separa la presenza dall’assenza. È questa linea di demarcazione a fare da perno al montaggio alternato delle vite di Marie (Cécile de France), di George (Matt Damon) e di Marcus (Frankie McLaren) dentro una geometria di abbagliante chiarezza e spazi urbani pensati per gravare sui loro destini. Destini colpiti duramente e deragliati ineluttabilmente dalla natura (lo tsunami in Indonesia), dalle tensioni sociali (gli attacchi terroristici alle metropolitane londinesi), dalla fatalità (l’incidente stradale), destini che si incontrano per un attimo (o per la vita) in un mutuo scambio di salvezza. Perché da tempo i personaggi di Eastwood hanno abbandonato l’isolazionismo tipico dell’eroe americano a favore di una dialettica che mette in campo più interlocutori e pretende il contrasto e il confronto. 
Hereafter non fa eccezione e prepara l’incontro, il controcampo del campo: lo sguardo di Cécile De France che ha visto, quello di Matt Damon che riesce a vedere, quello del piccolo Frankie McLaren che vuole andare a vedere. Facendosi in tre l’autore mette lo spettatore al centro di qualcosa di indefinibile eppure familiare come il dolore dell’essere, produce punti di vista fuori binario sul tema della morte e offre a Damon l’occasione di comporre la migliore interpretazione della sua carriera. Il divo biondo conquista l’emozione e la cognizione del dolore, abitando un sensitivo che ha visioni di morti (e di morte) al solo contatto delle mani, una tristezza profonda piena di pietà e il desiderio di smettere di vedere il passato di chi resta e di immaginare il futuro (e il sapore) di un bacio. 
Clint Eastwood insegna qualcosa sulla vita confrontandosi con la morte, quella verificata (Marie), quella subita (Marcus), quella condivisa (George). L’aldilà ci riporta spesso nella vita quotidiana aiutando i singoli protagonisti a ritrovare e ritornare con compiutezza e aderenza alla propria identità, più chiarita e realizzata.


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Midnight in Paris (gennaio)

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Corpo celeste (ottobre)

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Habemus papam (giugno)

Hereafter (febbraio)

Lo scafandro e la farfalla (gennaio)

 

 
   

 


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