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VISIONI
MIDNIGHT IN PARIS
REGIA: Woody Allen
Italia 2011
CAST ARTISTICO: Owen Wilson (Gil), Rachel McAdams (Inez), Michael Sheen (Paul), Corey Stoll (Ernest Hemingway), Marion Cotillard (Adriana),
Léa Seyidoux (Gabrielle), Kathy Bates (Gert)
SCENEGGIATURA: Woody Allen
PRODUZIONE: Letty Aronson, Steve Tenenbaum, Jaume Roures
a cura di Silvia Pettiti
Mi sentirei ridicola a dire quanto è geniale Woody Allen con quella sua leggerezza distratta e tenera così ben espressa in Midnight in Paris, il suo amore dichiarato per Parigi, l’ammirazione confidenziale verso scrittori e artisti del primo Novecento, dei quali regala memorabili citazioni sull’amore e sulla morte… sfondo e trama di questo film che sviluppa un tema infine semplice e quotidiano. Di fronte alle scelte, è il passato che ritorna.
Gil (Owel Wilson) è in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams) e la di lei famiglia, ricca, snob, felicemente perfetta. Il matrimonio, insieme al suo ben remunerato lavoro di sceneggiatore, lo attendono di ritorno in America. Camminando lungo la Senna nella notte, così buia da non vedersi, Gil sogna per mano a Inez: non ti piace Parigi? Gli anni Venti, i bistrot, Picasso, Hemingway, un’epoca meravigliosa… ci pensi la vita allora? Perché non restiamo a vivere qui? – Tu hai un eccellente lavoro a Hollywood, perché ti ostini a voler diventare uno scrittore? Poi sotto le luci del ristorante, il lusso, la sicurezza imperturbabile di una famiglia vincente, Gil e il padre di Inez scatenano un acceso diverbio sulla guerra e le scelte della destra americana. Rientrati in albergo, Inez lo rimprovera, quante volte ti devo dire… ma vuole sposarlo, lo sposerà, per questo lui deve diventare un po’ più simile a lei, a loro. Lo trascina a fare il turista impegnato con una coppia di amici incontrati per caso, Carol e Paul (Nina Arianda e Michael Sheen), intere giornate di sbuffi e noia e umiliazioni sfacciate per Gil sempre sopraffatto dalla declamata cultura di Paul, ex di Inez. Va bene di giorno, che per Gil è un tempo costretto tra obblighi impegni società, ma la sera no, la cena con Paul e Carol è troppo. Vai tu, io ti aspetto in albergo – Prendi un taxi che sennò ti perdi – Voglio camminare, ci vediamo in albergo. Ti perdi tra le strade che non conosci, non sai orientarti.. ti perdi perché da solo non tieni il filo.. ti perdi che insegui i sogni.. ti perdi che ti vuoi perdere.. Forse Inez lo prevede, lo intuisce, in fondo lo sa, sa che Gil vuole perdere quella vita che non gli piace, ma non vede dall’altro lato del buio, non attraversa la notte, non esplora i sogni.
Seduto sui gradini di un vecchio palazzo, al tocco di campana della mezzanotte, una vecchia limousine si ferma, vieni, sali, andiamo a Villa Lumiere… Gil si alza, si avvicina, parte con i signori Fitzgerald, Scott e la giovane moglie. Entra nella vita che desidera, incontra Ernest Hemingway (Corey Stoll) che gli promette di leggere il suo manoscritto, se glielo porta domani. Domani, ma dove? Gil era così emozionato che non gliel’ha chiesto, torna indietro ma non funziona. Dei sogni bisogna fidarsi, quando finiscono. Saperne di più si può solo andando avanti. Non accettano verifiche, chiarimenti, ripassi. Non si rivelano agli scettici, ai realisti, agli appagati che da loro non si aspettano nulla. Inez ne rimane esclusa, il sogno ritorna appena abbandona Gil sugli stessi gradini che il giorno prima l’avevano accolto nell’attesa. Gil ha portato il manoscritto, ritrova Hemingway nella casa della sua editrice, Gert (Kathy Bates), che accetta di leggere il romanzo. In quella casa Gil incontra anche Adriana (Marion Cotillard), una donna angelica, amante di Picasso, corteggiata da Hemingway, che gli offre da bere ed è curiosa di lui. Un’altra cosa non accettano i sogni: il “baro”, l’inganno. Essere raggirati scrutando in anticipo come va a finire. Non si fanno manipolare i sogni. Per incontrarli vanno rispettati nella loro qualità di destino. Così mentre i genitori di Inez si fanno sospettosi e il padre ingaggia un investigatore per sapere dove va Gil tutte le notti, mentre Gil scopre in Adriana una donna che lo attrae enormemente, e la segue fino a quando Adriana trova lei stessa il suo sogno… la belle époque, un altro tempo, un’altra Parigi.. ecco, in quel punto, Gil scopre che Adriana è infelice del tempo che le è toccato in sorte, scopre che nessuno è soddisfatto del proprio tempo, scopre che non si può tornare indietro all’infinito. Ma che la verità narrata dai sogni può cambiare il presente. |