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GIOVENTÙ SPRECATA
AUTORE: Tonia Mastrobuoni
EDITORE: Laterza
Anno pubblicazione: 2010
Perché in Italia si fatica a diventare grandi? Perché i giovani italiani restano in famiglia a volte oltre i trent’anni? Forse perché “bamboccioni”, pigri e irresponsabili oppure perché la società rende loro più difficile, se non addirittura impossibile la costruzione di un progetto di vita? Che cosa è mutato per i giovani di oggi rispetto a quelli della generazione del dopo guerra, tanto da dire sempre più spesso “l’Italia non è un paese per giovani”?
Sono alcune domande che affiorano dall’inchiesta giornalistica di Marco Iezzi e Tonia Mastrobuoni sull’odierna condizione giovanile italiana. Dati e statistiche alla mano gli autori delineano nella prima parte (“La teoria”) un quadro aspro, nero, apparentemente privo di speranze, con giudizi ta-glienti verso la politica. Un quadro che trasmette al lettore il sentimento di fatica e difficoltà dei giovani di fronte a problemi come l’istruzione, il lavoro, la casa, la famiglia, ecc. Si parte dalla scuola dove il peggioramento dell’istruzione è in atto da anni a causa della distribuzione squilibrata delle risorse, didattica inadeguata, stipendi da fame degli insegnanti, invecchiamento del corpo docente, mancanza di un sistema di valutazione. Poi si entra “nel feudo dei baroni”; così gli autori chiamano l’università italiana dove si avanza nella carriera in base all’età e non al merito, dove le politiche a favore dello studente sono scarse con debole sistema di borse di studi e prestiti agevolati, dove l’abbandono degli studi si aggira intorno al 20 % dopo il primo anno di studi. Si arriva poi al mondo del lavoro, altro problema spinoso per i giovani. Viene fatta una netta distinzione tra flessibilità e precariato e criticata la degenerazione della flessibilità in precariato. La flessibilità e la protezione dei diritti dei lavoratori sono due facce della stessa medaglia. Interessanti le pagine del rapporto tra giovani e banche rispetto all'innovazione e all'acquisto di una casa. Dicono gli autori: un’impresa come Google non avrebbe mai potuto nascere in Italia dove l’elargizione dei prestiti è rigida. Il presidente dei giovani di Confcommercio, Paolo Galimberti, sa che le banche preferiscono finanziare “le garanzie non le idee”.
Ma non c’è soltanto pessimismo, o realismo che dir sì voglia, nel libro di Iezzi e Mastrobuoni. La seconda parte (“Le interviste”) è la raccolta di una serie di storie, di testimonianze di “chi ce l’ha fatta”. Tra loro c’è la biologa romana che segue la passione per gli scimpanzé e diventa una delle etologhe più esperte in questo campo. C’è la regista palermitana Emma Dante che ha scosso il mondo del teatro negli ultimi anni con i suoi spettacoli rabbiosi ambientati in Sicilia. C’è la scrittrice napoletana Valeria Parrella. C’è l’appassionato di moto Filippo Preziosi diventato direttore generale della Ducati.
Infine il libro si chiude con i saggi, esempi ai quali giovani di oggi guardano: Gae Aulenti, Andrea Camilleri, Dario Fo, Margherita Hack, Dacia Maraini, Mario Monicelli. Una di loro consiglia ai giovani univesitari: “Viaggiate il più possibile, approfittate delle borse di studio europee, accumulate esperienze all’estero, approfondite le conoscenze e aprite le menti” (Gae Aulenti). E un altro lancia una provocazione: “Voi, al contrario di noi, siete soli, disincantati, disinteressati a tutto. Sì, siete dei mammoni” (Mario Monicelli). |