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LA FERITA DELL'ALTRO
AUTORE: Luigino Bruni
EDITORE: Il Margine
Anno di pubblicazione: 2008
Luigino Bruni insegna economia politica presso l’Università di Milano-Bicocca, si occupa di teoria economica, di filosofia dell’economia e di storia del pensiero economico ed è l’autore di La ferita dell’altro. Economia e relazioni umane. Già il titolo del libro ci mette di fronte a un termine chiave: l’altro. La dimensione della relazionalità, infatti, muove le pagine e il pensiero di Luigino Bruni che non risparmia i lettori da riferimenti a elementi di storia del pensiero economico e di filosofia dell’economia. I rimandi alla storia del pensiero economico si presentano come passaggi fondamentali per contrapporre alla dimensione contrattualistica, concepita da Adam Smith, una dimensione di relazione che pone l’uomo, anche nelle politiche di mercato, di fronte all’altro uomo come un ‘tu’. Luigino Bruni, così, in La ferita dell’altro esprime il desiderio di una società basata non più su mercato, gerarchie e rapporti fondati su contratti e normative, ma di una comunità umana fondata sulle relazioni e sull’etica del dono.
Cosa c’entrano eros, philia e agape in un testo che si occupa di economia sociale? Per l’Autore bisogna ripartire proprio da qui, per istituire una economia basata sulla gratuità: “Gratuità è forse la parola che più dice la natura ambivalente della relazione interumana: niente ha più valore di un atto di gratuità (donato e ricevuto), e niente causa più dolore spirituale della gratuità tradita, anche perché con la gratuità non possiamo fare i conti, non disponiamo di valori equivalenti in denaro. Al tempo stesso, la vita in comune sarebbe impensabile senza comportamenti ispirati a gratuità, perché senza gratuità non c’è incontro pienamente umano con l’altro” (p. 90).
È “l’incontro pienamente umano con l’altro” l’obiettivo di una economia che recuperi la dimensione della relazionalità e l’attenzione all’altro uomo che, secondo l’Autore, è, al tempo stesso, ferita e benedizione come vuole il Genesi (32, 23-30). L’altro, quando chiede relazione, diventa ferita e benedizione e, spesso, la sua ferita si trasforma in feritoia per la fondazione di un’etica economica del dono basata, anziché sull’interesse e il beneficio individuale, sul bene di tutti o, come precisa l’Autore verso la conclusione del suo libro, sulla charis o ciò che dà gioia (p. 189).
Queste pagine propongono una vera e propria sfida in un tempo di crisi economica e di difficoltà a fare quadrare i conti di ciascuno, in quanto non considera solo l’anelito alla felicità del singolo uomo, ma anche le ferite che ciascuno inevitabilmente porta. È una sfida importante per recuperare pienamente, anche in ambito economico, la dimensione dell’umano come ferita e benedizione. L’Autore conclude il suo testo senza risposte facilmente pronte, ma con una domanda finale che mette in gioco ogni lettore: “La sfida è impegnativa, ma assolutamente vitale per la qualità dell’umano del terzo millennio. Saremo capaci di vincerla?” (p. 198). Il libro si chiude con un invito responsabilizzante: prestare attenzione all’altro, nello sforzo costante di ristabilire in ogni ambito un nuovo legame sociale a partire dal senso di fraternità.
a cura di
Annalisa Margarino
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