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Sostenibilità: Apertura, sensibilità, creatività, responsabilità, condivisione

In questo tempo sostenibilità è una parola che sentiamo spesso pronunciare. Forse anche inflazionata, consumata o idealizzata.

Spesso la usiamo nel suo senso opposto, per esprimere un disagio quando il peso di ciò che viviamo è diventato troppo: “Questo ritmo di lavoro è insostenibile”, “Questa spesa è insostenibile” , “Questa proposta è insostenibile”, “Questo ragionamento è insostenibile”.

Finita l’epoca in cui ci si era illusi che il progresso sarebbe stato illimitato, ora siamo sempre più chiamati a evitare le scorciatoie del benessere come sfruttamento smisurato, sia delle risorse del pianeta, sia di quelle squisitamente umane e relazionali.

Sostenibilità si collega e coniuga con parole con cui non facciamo più i conti: misura, limite, tempo, attesa, rispetto. Diventa importante crescere nella consapevolezza che non possiamo più nascondere l’urgenza del confronto su questi temi e divenire responsabili delle scelte che ne derivano.

Molto più di noi, le giovani generazioni colgono il valore di comportamenti concreti verso una sostenibilità in tutti i suoi aspetti, sia verso la natura e il pianeta, che sul piano delle relazioni.

Sostenibilità si declina con apertura, sensibilità, creatività, responsabilità, condivisione. Con la capacità di trovare la giusta misura; la pazienza di valutare tempi e modi di processi trasformativi; l’umiltà di riconoscere limiti ed errori; la necessità di pensare, riflettere e progettare; la creatività di cercare risposte nuove a nuove difficoltà che nascono ed emergono durante il cammino nel rimettere al centro la Vita. Custodire e costruire l’umano nelle nostre relazioni, nelle nostre città, nelle nostre istituzioni, è una bella sfida per noi, per i nostri giovani, per le nostre democrazie, per il nostro futuro.

Non ci è chiesto qualcosa di superiore alle nostre forze, e dunque insostenibile, ma di accogliere le piccole grandi opportunità di ogni giorno, senza perdere le occasioni che si presentano.

Sostenere le idee in cui crediamo, sostenere la fiducia nei processi di crescita e di cambiamento.

Sostenere la vita con serenità, con gioia e determinazione anche nell’attraversare quell’alone di angoscia e timore che sempre più spesso avvolge il pensiero del futuro.

Attingiamo ancora una volta dall’insegnamento di don Carlo Molari che ci suggerisce di pensare a Dio come la Forza Amante della Vita che sostiene il cammino del mondo in una creazione continua.

Un caro saluto Agnese