
da https://www.ilcuoioindiretta.it/ del 28.11.2025
E’ morto questa mattina al Sacro Cuore di Gesù don Luigi Sonnenfeld, il prete operaio tanto amato a Viareggio, e “custode” della chiesina dei pescatori in Darsena, che è stata la sua casa per mezzo secolo. Sotto la sua guida la chiesina è diventata un rifugio più che un tempio, uno spazio dove la preghiera si intrecciava con le storie di chi arrivava dalla notte in mare o dai turni in cantiere. La sua scomparsa è un grande dolore per tutta la città.
Lo scorso 25 ottobre aveva accusato un malore ed era stato trovato privi di sensi nella canonica, Soccorso prontamente dai Vigili del Fuoco e dal personale del 118 era stato portato all’ospedale Versilia, e poi trasferito alla casa di cura Le Barbantini di Bicchio.
Don Luigi Sonnenfeld, 85 anni compiuti lo scorso 27 luglio, è stato una figura fuori dagli schemi, un sacerdote che ha scelto di vivere il Vangelo accanto agli ultimi, condividendo la fatica quotidiana del lavoro. Ordinato prete negli anni del grande fermento post-conciliare, aderì all’esperienza dei preti operai, lavorando per lungo tempo in fabbrica e nei cantieri, fianco a fianco con gli operai, rinunciando a privilegi e ruoli istituzionali per testimoniare una Chiesa presente nella vita reale delle persone. La sua fu una scelta radicale, spesso controcorrente, vissuta con coerenza e discrezione. Don Luigi non ha mai smesso di sentirsi prima di tutto un uomo tra gli uomini, convinto che l’annuncio cristiano passasse anche attraverso il lavoro, la condivisione e l’ascolto. Durante la strage ferroviaria del giugno 2029 è stato una presenza costante accanto ai familiari delle vittime, e negli anni, ha preso posizione nei momenti critici della città, richiamando alla responsabilità verso i più deboli, verso chi perdeva il lavoro o rischiava di essere dimenticato nelle periferie sociali della Versilia. Un impegno, il suo, che lo portò a vivere con semplicità, mantenendo sempre uno sguardo attento alle fragilità sociali e alle ingiustizie. Negli anni ha continuato a essere un punto di riferimento umano e spirituale per molti, anche lontano dai riflettori e dai ruoli ufficiali. La sua testimonianza resta legata a una stagione della Chiesa in cui fede e impegno sociale camminavano insieme, senza slogan, ma con scelte concrete. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche “Un fiore per Said”, in via Coppino, dopo la morte del cittadino del Marocco, ucciso dal Suv della balneare, Cinzia Dal Pino, ora al banco degli imputati in Corte d’Assise a Lucca. Lui, amante dei cani, e consapevole di non essere più in grado di accudire il suo amato Lord, un bellissimo setter irlandese, che fino a qualche anno fa portava a correre sul mare, lo aveva ceduto a un parente, ma non mancava un giorno che lo “vedesse”, in una video chiamata.
“Don Luigi è stato un punto di riferimento per la comunità diocesana, per Viareggio e non solo, grazie alla sua attenzione ai lavoratori, ai poveri e a chi era in ricerca. Storico esponente del movimento dei preti operai, era conosciuto in tutta Italia. Lo ricordiamo con grande affetto e gratitudine per la sua testimonianza”. Così l’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, alla notizia della morte di don Luigi Sonnenfeld, ricordato anche all’inizio della messa di chiusura del Giubileo, celebrata domenica 28 dicembre nella Cattedrale di Lucca.
La Chiesa di Lucca partecipa con dolore al lutto ed esprime le più sentite condoglianze ai familiari e agli amici, unendosi nella preghiera e nel ricordo riconoscente di una testimonianza che ha segnato profondamente tante persone, anche oltre i confini diocesani.
Il giorno, il luogo, e l’orario delle esequie non è ancora stato fissato.