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Abitare la soglia

Stare nel tempo fecondo di maturazione e di valutazione per raggiungere la capacità di agire

Care amiche, cari amici,

la soglia e un luogo di passaggio. Da una stanza a un’altra, da un luogo a un altro.

Ci sono soglie che segnano un limite, un confine e che siamo consapevoli di varcare, come quando entriamo in un ufficio, in un luogo sacro o nella casa di qualcuno.

Altre sono meno visibili, ma non meno importanti e reali. Sono quelle che riguardano i nostri modi di pensare e di fare. A volte ci stupiamo quando qualcuno ci fa notare di aver detto qualcosa fuori luogo, di aver superato anche la misura nel dire o nel fare.

Sulla soglia possiamo sostare, nel bussare a una porta per chiedere il permesso prima di entrare.

Poi ci sono delle soglie che chiedono di essere abitate.

Sono tutte quelle situazioni che potremmo definire di passaggio, tra un dentro e fuori, tra una realta e un’altra:

terre di mezzo nelle quali indugiamo, che possono apparire opache, grigie, non ben definite e che attendono luce, consapevolezza, capacita di decisione.

Qualche esempio che ci coinvolge tutti. Che significa scegliere oggi le vie della pace? Accettare il riarmo come forma di difesa o schierarsi sulle posizioni radicali della non violenza? Come attraversare questo tempo di stallo dove la pace viene proclamata, ma le armi non smettono di seminare distruttivita e morte?

In questi giorni assistiamo all’esplosione in rabbia della frustrazione e del senso di ingiustizia in tanti giovani in diversi paesi europei. Come aiutarli a stare nei processi di crescita dove non emergono segni concreti di accoglienza reale del loro desiderio di studio, lavoro, futuro? Come accompagnare i ragazzi adolescenti quando la voglia di vivere li spinge verso nuove mete e la paura li trattiene in comportamenti oppositivi verso la famiglia, anche sperimentando situazioni trasgressive oltre i limiti consentiti dal buon senso, dalla cultura?

Lo psicoanalista Lacan definisce cosi il tempo nella sua dimensione logica: l’istante di vedere, il tempo per comprendere, il momento di decidere.

Come imparare ad abitare i tempi lunghi che ci servono per orientarci e capire, prima di decidere? Nel tempo della fretta, spesso maschera delle angosce che ci abitano, come stare sulla soglia di domande ancora senza risposta? Nel tempo del tutto-subito che ci vorrebbe efficienti, sempre vincenti, sempre adeguati alle situazioni, in perfetta performance, come imparare a non agire subito nel comportamento quelle emozioni e sentimenti che dovrebbero trovare giusto spazio nella mente e nella parola?

Di fronte alla complessita dei problemi che ci troviamo ad affrontare, come non cedere alle scorciatoie delle semplificazioni, della delega, dell’affidarsi a chi in modo seducente vorrebbe farci credere di avere risposte sicure, certe, infallibili?

Abitando le soglie dell’attesa, dell’inquietudine, dell’indecisione, dell’incertezza, del dubbio come tempo fecondo di maturazione e di valutazione.

Aiutiamoci insieme a restare nelle terre di mezzo di questo nostro tempo che richiede con urgenza capacita di riflessione e di elaborazione di pensiero e strategia, per non fuggire dall’impegno che i processi democratici richiedono, nell’assunzione delle responsabilita sociali ed economiche che ci attendono.

Un caro saluto
Agnese

P.S. – In settembre sono stata in Brasile a Madre Terra con un gruppo di amici. Ho potuto riabbracciare Neldo, Laura, Reginaldo, Livia e tanti amici brasiliani. Con loro abbiamo vissuto un intenso ed emozionante ricordo di don Mario.
Altrettanto importante e stata l’assemblea di modifica dello statuto e del rinnovo delle cariche del Direttorio. All’interno del Quaderno troverete due testimonianze del viaggio.
Altre le potrete trovare nel sito.