Che cosa ha a che fare la gioia con l’economia?

Cari amici,

CHE COSA HA A CHE FARE LA GIOIA CON L’ECONOMIA?

Lo scopo della vita di ognuno di noi è trovare la felicità. I grandi saggi suggeriscono un altro termine più ampio: la gioia. La gioia abbraccia una gamma ampia di sentimenti: il piacere, il divertimento, la contentezza, la meraviglia, l’orgoglio, la gratitudine, la serenità dello spirito. La gioia è come una musica di fondo che accompagna la vita delle persone che hanno raggiunto l’armonia nella propria esistenza. Accompagna anche la sofferenza e il dolore.

La dimensione della gioia sembra che stia scomparendo nella nostra quotidianità, sempre di corsa, sempre preoccupati di apparire, sempre preoccupati delle cose da fare domani. Siamo immersi in urgenze continue.

Che cosa ha a che fare la gioia con l’economia?

In questo quaderno vi proponiamo un’ alternativa che è chiamata decrescita:

decrescita significa non rinunciare alle cose belle e positive che la vita ci offre, ma ripudiare tutto il superfluo che ingombra la nostra esistenza. Significa ritornare a una scelta più consapevole e meditata delle opportunità che quotidianamente ci vengono incontro. Significa dare spazio nella propria giornata al lavoro ma anche alle relazioni. Nelle comunità primitive, dove non vi erano gli aiuti tecnologici di oggi, lavoravano quanto era necessario per alimentarsi, il resto della giornata lo passavano all’interno della comunità o della famiglia, per godere dell’affetto e dell’amicizia delle persone care. Questa filosofia di vita venne ripresa nell’ora et labora dei monaci benedettini, per i quali lo spazio della contemplazione e del riposo deve essere pari a quello del lavoro.

La decrescita felice, amici miei, richiede una conversione di mentalità di 360 gradi. Credo che per riuscirci meglio dovremmo ricominciare, insieme ai nostri figli, a dare spazio alla gioia, senza farci coinvolgere dall’ideologia del consumo e del potere che creano scarti e ingiustizie. La mente aperta e serena di queste creature ci insegnerà come, anche noi, possiamo diventare bambini, per pensare alle cose essenziali della vita.