La fretta

Complimenti! Avete trovato il tempo e la forza per fermarvi e dedicarvi alla lettura. Questo numero del quaderno vuole aiutarci a prendere coscienza di un grave condizionamento del nostro tempo: la fretta. Thomas Merton sosteneva che la fretta genera violenza verso gli altri ma soprattutto verso noi stessi. Crea una forma di divisione dentro di noi in modo che una parte guida la nostra vita quotidiana con una forma di automatismo, una specie di pilota automatico, mentre con l’altra si pensa e si svolgono le diverse attività. Perdiamo così la connessione tra il nostro corpo, con i suoi stimoli e i suoi messaggi, e la parte cosciente. Viviamo due realtà separate che ci fanno perdere la consapevolezza del vivere. Il tempo ci sfugge di mano e ci ritroviamo oltre le cose senza che vi abbiamo preso parte con tutti noi stessi. Gli esperti ci dicono che dietro la frenesia del fare vi è il bisogno di coprire l’ansia connessa con l’esperienza della vita. La paura del vuoto ci spinge a riempire oltre misura tutti gli spazi. È difficile interrompere questo tremendo automatismo di cui tutti siamo schiavi.

“Interrompere” è un termine caro a noi di Ore undici. Tra un’attività e l’altra dobbiamo imparare a concederci uno spazio che ci separi dalle attività concluse e ci prepari a quello che ci aspetta. L’amore alla nostra vita e a quella delle persone care ci chiede di fermarci e di essere totalmente presenti a ciò che facciamo e viviamo. La spiritualità ci aiuta a ritrovare il senso e il gusto del vivere. Il piacere del semplicemente vivere, con le sue piccole e grandi cose, dovrebbe diventare l’obiettivo di ogni esistenza. Ridare valore a tutto ciò che i nostri cinque sensi ci trasmettono, fermarsi e assaporare le sensazioni e le emozioni può riappacificarci con le inevitabili difficoltà quotidiane. Non essere proiettati verso il dopo, non essere risucchiati dal passato ma vivere nel presente momento per momento, ci darà serenità e pace. Il programma delle attività estive offre molte occasioni di interruzione. Vi aspetto 

don Mario