Laicità

Vi scrivo questa lettera dal Brasile dove sto per concludere il mio soggiorno. È molto difficile parlare della laicità da questa realtà che cercherò brevemente di descrivervi. La parrocchia a cui apparteniamo ha una popolazione di circa 42.000 abitanti con una decina di cappelle sparse sul territorio. In una di queste celebrava le liturgie fratel Arturo Paoli. I preti che vi lavorano sono due. Le chiese protestanti e le diverse sette religiose sono presenti con più di sessanta cappelle. Ognuna parla di Dio e si contende i fedeli di sette favelas con lunghi sermoni, canti e preghiere che gli altoparlanti a tutto volume diffondono nei quartieri. La religiosità un po’ magica e un po’ devozionistica, l’attesa di un futuro migliore concesso dalla bontà di un Signore, seduto nell’alto dei cieli, hanno buon gioco sulla mentalità corrente. “Va com Deus”, “Dio ti benedica” sono formule consuete e diffuse tra la gente, espressione di uno spirito religioso di fondo.. Eppure il Brasile è uno stato laico che non riconosce la Chiesa cattolica come entità giuridica ma solo le Caritas diocesane come realtà operanti nel territorio. Molte domande mi nascono spontanee: ma dov’è Dio? Quale volto di Dio rivelano queste chiese? Come trasmettere ai poveri, agli umili, alle persone che hanno meno strumenti l’esperienza di un Dio presente e liberatore? A Madre Terra abbiamo scelto di non parlare di Dio, a meno che qualche ragazzo o qualche adulto ce lo chiedano espressamente. Fratel Arturo nei suoi sermoni li ha messi in contatto con l’Amico. Ogni mattina iniziamo la giornata con un breve momento di silenzio e di ascolto che ci prepara al contatto diretto con la vita, che poi incontreremo in tutte le sue sfumature nel lavoro agricolo. Lo abbiamo imparato da Charles de Foucauld, che non parlava mai di Dio e non svolgeva azione pastorale. Sperava che l’amicizia fosse un linguaggio più efficace per far conoscere il volto del Padre. Quando qualcuno dei suoi amici beduini gli rivolgeva una domanda diretta, lo rinviava ad alcuni sacerdoti di sua fiducia. Noi tentiamo di fare come lui, anche se siamo solo all’inizio nello sperimentare questa arte saggia e delicata. Solo l’esperienza diretta dell’amore può aiutarci a pensare e a credere all’esistenza di un Autore di quel bene e di ogni bene. Un caro saluto.

don Mario