Le complessità dell’educare

Scrivo questa lettera sull’aereo di ritorno dall’ultimo mio viaggio a Madre terra. Pensare al miracolo di questo enorme aereo, che a diecimila metri di altezza, mi porta a casa dall’altro capo del mondo, è il frutto dell’intelligenza dell’uomo applicata alla tecnologia, mi pone una grande domanda: “quando la mente dell’uomo con la sua eccezionale creatività, che sa progettare anche cose negative, riuscirà a cambiare la qualità dei rapporti umani, superando egoismi e aggressività? Quando riuscirà a trasformare il mondo in una comunità di amici?”. Nella quotidianità e nelle nostre professioni siamo capaci di inventarci soluzioni a mille problemi. Questa intelligenza, applicata alle relazioni umane, alla politica, fa prevalere il proprio interesse, la propria aggressività, la propria incapacità di accogliere l’altro.

Questo quaderno che offre riflessioni sull’educare oggi, darebbe un grande contributo se ci aiutasse a educare noi stessi e i giovani nella sfida di cambiare il mondo in positivo. Abbiamo ricevuto questo testimone dai santi e dai saggi di ogni tempo e in particolare da Gesù Cristo. Quali sono i metodi per raggiungere questa utopia? Gandhi e Mandela avevano percorsi ispirati alla logica dell’assurdo, il primo liberare l’India dall’oppressione inglese con la non violenza, e il secondo liberare il Sud Africa dal razzismo attraverso l’amicizia con i propri carcerieri. Lo stesso Gesù Cristo ha liberato la vita attraverso la sua morte.

Gli esperti dicono che la logica dell’assurdo funziona con i tempi lunghi. Avremo noi la pazienza ma soprattutto il coraggio di rompere i nostri limitati schemi in cui quotidianamente ci rifugiamo per colmare le nostre ansie per credere che la logica dell’amore alla lunga avrà successo? Forse saranno proprio i giovani, con la forza della vita che prorompe in loro, in modo inedito e inusuale, a guidarci in questa meravigliosa avventura di trasformare il mondo. Ce lo auguriamo tutti.

 don Mario