Il Signore ci invita alla semplificazione di tutto il nostro essere per portarci all’essenziale

Con questo quaderno vogliamo fermarci e riflettere insieme, ancora una volta, su un tema che da tempo ci è caro: il semplicemente vivere. Senza disconoscerne la complessità e la difficoltà, è possibile scoprire un modo diverso di vivere? Quali sono le caratteristiche che possono dare alla nostra vita una qualità inedita?

I due termini, semplicemente e vivere, erano molto cari a Gesù. Gli ebrei, contemporanei di Cristo, prescrivevano un’infinità di precetti per poter raggiungere la giustizia alla quale aspiravano. Il Signore impose un solo comandamento: «Vi do un comandamento nuovo: di amarvi come io vi ho amati… Quando preghi non ripetere molte parole perché il Padre tuo che è nei cieli sa di cosa hai bisogno.

Quando vuoi pregare fai una cosa, chiuditi nella tua celletta e lì prega nel silenzio. Il Padre tuo che è nei cieli vede e ascolta».

Il Signore ci invita alla semplificazione di tutto il nostro essere per portarci all’essenziale della vita umana: spogliarci di tutte le sovrastrutture, abolire le paure per diventare creature in comunione con tutti. È molto lungo e difficile questo percorso di trasformazione del nostro cuore per raggiungere quella semplicità, quell’unicità evangelica. La si ottiene lentamente nel tempo, attraverso la riflessione, il silenzio, l’elaborazione di ciò che gli altri ci rimandano.

La difficoltà del vivere, che tutti noi quotidianamente sperimentiamo, ha bisogno di intuizioni, di creatività, di scintille divine che portano luce, calore e ricchezza.

La ricchezza di vita che Gesù ha promesso, la si ottiene solo con il semplicemente vivere. Per diventare disseminatori del suo amore, l’unica strada da percorrere è quella di tradurre, giornalmente, nella nostra vita ciò che Gesù amava.