La terra, casa comune

Ero in Brasile a Madre terra quando ho ascoltato le parole che papa Francesco rivolgeva all’incontro mondiale dei movimenti popolari il 28 ottobre. «Per favore, continuate a lottare per la dignità della famiglia rurale, per l’acqua, per la vita e affinché tutti possano beneficiare dei frutti della terra. […]Terra, casa, lavoro. Un anelito che dovrebbe essere alla portata di tutti ma che oggi vediamo con tristezza sempre più lontano dalla gente». Questo discorso sembrava rivolto proprio a noi di Ore undici che insieme ai convegni e alle attività culturali, abbiamo voluto associare un sogno da condividere con i giovani emarginati che vivono a Foz do Iguaçu. Il sogno, lasciatoci in eredità da fratel Arturo Paoli, è quello di creare una comunità di agricoltori, con l’obiettivo di vivere con la natura, nella relazione, nell’amicizia e nella solidarietà con gli ultimi. Abbiamo chiamato questo progetto “Madre terra” perché la terra, come una madre, è fonte di vita materiale e spirituale per tutti, sia per i giovani brasiliani che per noi cittadini del “primo mondo”. «I poveri non aspettano più e vogliono essere protagonisti; si organizzano, studiano, lavorano, esigono e soprattutto praticano quella solidarietà tanto speciale che esiste tra quanti soffrono, tra i poveri, e che la nostra civiltà sembra avere dimenticato. […] Voi non lavorate con le idee, lavorate con la realtà, avete i piedi nel fango e le mani nella carne. Odorate di quartiere, di popolo e di lotta. […] La vostra voce si ascolta poco. Forse perché disturba, forse perché il vostro grido infastidisce, forse perché si ha paura del cambiamento che esigete. […] Ci sono qui decine di contadini e di contadine. Voglio felicitarmi con loro perché custodiscono la terra, la coltivano e lo fanno in comunità». Continua papa Francesco: «Alcuni di voi hanno detto: questo sistema non ci sopporta più. Dobbiamo cambiarlo, dobbiamo rimettere la dignità umana al centro e su quel pilastro vanno costruite le strutture sociali alternative di cui abbiamo bisogno. Va fatto con coraggio ma anche con intelligenza. Con tenacia, ma senza fanatismo. Con passione, ma senza violenza. E tutti insieme, affrontando i conflitti senza rimanervi intrappolati, cercando sempre di risolvere le questioni per raggiungere un livello superiore di unità, di pace e di giustizia. Noi cristiani abbiamo qualcosa di molto bello, una linea di azione, un programma potremmo dire rivoluzionario. […] Cari fratelli e sorelle continuate nella vostra lotta, fate bene a tutti noi. È come una benedizione di umanità». Vi offriamo all’inizio del nuovo anno queste parole di papa Francesco e questo quaderno dedicato alla “Madre terra”. Accogliamo gli appelli che ci vengono sempre più numerosi a salvare la nostra specie e l’ecosistema nel quale viviamo. È l’augurio che ci facciamo reciprocamente.