Mistica

Splendore trascurato del mondo: è una bellissima “definizione” della mistica. L’espressione – che ha dato il titolo a una serie di puntate di Uomini e profeti condotte da Romano Madera nel mese di maggio u.s. – indica con efficacia la distrazione del mondo di fronte allo splendore di quel «sentimento oceanico» che è l’esperienza mistica. Potremmo chiederci: quali sono le situazioni che non attirano l’attenzione del mondo? Certamente le esperienze ordinarie, quotidiane non suscitano particolare attenzione, perché ci appaiono – e spesso sono – ripetitive, monotone, “piccole”.

In alcuni momenti, però, il quotidiano si rivela come novità sorprendente: pensate allo sguardo dei bambini che scoprono ogni cosa per la prima volta; pensate alla “rinascita” dello sguardo sulla vita e sul mondo che segue alle esperienze di lutto, di malattia, di crisi; pensate all’irruzione di istanti nei quali, inaspettatamente, cogliamo la «percezione dell’eternità» in un gesto o in uno sguardo; pensate al “mistero” di esistenze semplici e nude eppure illuminate da una dedizione e da un coraggio che superano l’ordinarietà del vivere.

Ma come possiamo “definire” la mistica, o meglio, l’esperienza mistica? Madera propone questa espressione: «l’esperienza di uno slancio che tende a superare la limitazione e la transitorietà effimera dei bisogni, degli interessi, dei desideri legati al piccolo io; l’esperienza di uno slancio che connette, che sente comunione con ciò che si presenta come Altro». E la inserisce nel fiume delle grandi tradizioni religiose, definendola (citando Freud) «la fonte autentica della religiosità», il «sentimento sconfinato, oceanico» che sfugge i postulati della fede eppure dà alimento alle religioni e alle loro istituzioni.

«Il XXI secolo o sarà mistico o non sarà» è una citazione dalla paternità molteplice, certamente attribuibile a Karl Rahner. È venuto dunque il tempo, per il mondo, di risvegliarsi da quella distrazione ottusa che lo porta a trascurare la mistica? Raimon Panikkar ha ribadito, in altri termini, la convinzione di Rahner: poiché la mistica è la caratteristica umana per eccellenza, il compito della vita è concentrarsi sull’essenziale cioè diventare consapevoli della vita che vive in noi. Distrazioni e superficialità sono gli ostacoli che rendono difficile la coscienza piena che siamo vivi. Ciò nonostante, secondo Panikkar, «ogni uomo è potenzialmente mistico», tutti abbiamo accesso alla dimensione mistica. Un accesso che diventa necessario, perché «nel mondo moderno solo i mistici sopravviveranno»: coloro che invece si ribellano, saranno schiacciati e coloro che vi cercano rifugio rimarranno soffocati, sentenzia il filosofo e teologo indo-ispanico.

Il coronavirus potrebbe averci suggerito questa necessità ormai improrogabile?