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Villaggio

Via dalla città per inerpicarsi in montagna. È questo l’obiettivo che accomuna un gruppo di adulti, in gran parte tra i 30 e i 40 anni, che ha scelto di stabilirsi a Glori, un paesino dell’entroterra ligure.
Uno spazio per essere. È l’obiettivo per cui si sono spostati dalla città in un vecchio paesino, che stava per morire a causa dello spopolamento.
Fino a poco tempo fa, i residenti erano quindici, tutti anziani.
Le molte case, che rischiavano di logorarsi per la mancanza di persone disposte a viverci, hanno ripreso vita. Per le strade corrono di nuovo i bambini che portano nuova vita. All’improvviso tutto è cambiato, in questo borgo sospeso nel tempo, dove sono arrivati dall’olanda Juliette, fotografa che fa traduzioni, con suo marito roberto, giardiniere, e il loro bimbo di un anno e mezzo. Dalla Francia michel, che fa lo scultore, roberto e Lorenzo, due amici musicisti e così pure Vincenzo con la moglie Sara, quaranta e trentasei anni, originari di Pozzuoli. Hanno rilevato il ristorante-bar all’ingresso del paese, pronti a fornire un servizio alla comunità e ai visitatori. Sono numerose le domande degli aspiranti abitanti che riconoscono il valore del villaggio.
Il villaggio è la giusta dimensione del vivere, a cui dobbiamo ritornare, abbandonando l’asfalto delle città. «Ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino», ci ricorda papa Francesco citando un vecchio proverbio africano. Il suo richiamo ci invita a costruire nuovi villaggi che diventino laboratori di vita, dove sperimentare un nuovo umanesimo. Poche abitazioni intorno a una piazza, luogo dell’incontro, del confronto e dell’animazione, e una chiesa per la preghiera comune.
In un qualche modo il villaggio dovrebbe sostituire le antiche comunità monastiche. L’accoglienza, il rapporto con la natura, le decisioni prese insieme, lo scegliere un leader che guidi la piccola comunità, lo spazio per la festa e per il confronto, i luoghi dove i bambini e i giovani si possano sentire a loro agio, l’attenzione alle virtù ecologiche, sono le caratteristiche di questi conventi del futuro. Forse come l’antico monachesimo potranno salvare la società di domani.