Fratel Arturo Paoli? «Un bel tipo!» Il racconto di Papa Francesco

Su IL TIRRENO di domenica 20 settembre 2020

La rivelazione nell’intervista fatta al Pontefice da Carlo Petrini e riportata nel libro “Terrafutura. Dialoghi sull’ecologia integrale”

«Lei da laggiù (dall’Argentina, ndr) non conosceva Mazzolari, don Milani?». «No, conoscevo solo Arturo Paoli». Così risponde Papa Francesco alla domanda di Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food. A pagina 75 di “Terrafutura. Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”, freschissimo di stampa per le edizioni Giunti e Slow Food, si legge un frammento dell’interessantissimo dialogo tra Petrini e Bergoglio sui “maestri” italiani del dopoguerra.

Si viene così a sapere che Francesco ha conosciuto in Italia, da Papa, figure come don Tonino Bello, don Primo Mazzolari, don Milani, che definisce «grandi e grandi profeti», che spesso sono stati messi da parte dalla Chiesa e che adesso «per fortuna vengono recuperati».


Tra questi Francesco annovera anche fratel Arturo Paoli, che ricorda di aver conosciuto in Argentina negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso e di aver nuovamente incontrato da Papa. E che definisce «un bel tipo!». A commento, Carlo Petrini aggiunge di aver conosciuto anche lui Paoli, «quando aveva 102 anni», in occasione di un dibattito con il premio Nobel argentino Adolfo Pérez Esquivel. Dibattito che si tenne proprio a Lucca, per iniziativa del Fondo documentazione Arturo Paoli della Fondazione Banca del Monte di Lucca, il 14 maggio 2014, in una chiesa dei Servi affollatissima.

Le battute dedicate a fratel Arturo rendono perfettamente il clima amichevole e schietto dei tre dialoghi tra papa Bergoglio e Petrini che aprono il volume. La comunanza di vedute, la consapevolezza della gravità e la fiducia nell’impegno quotidiano tra i due interlocutori sono sintetizzate dalle parole di Papa Francesco – non si dà ecologia senza giustizia» – cioè non ci si può prendere cura dell’ambiente se le relazioni umane sono viziate da squilibri economici e culturali. Una lezione che già i citati maestri del Novecento proclamavano a gran voce.