Venerdì Santo

IL SOGNO DI GESÙ: UN MONDO DI AMICI
CELEBRAZIONE  DELLA SETTIMANA SANTA
5 – 12  aprile 2020

ABBANDONO

FIDUCIOSO

VENERDÌ SANTO

10 aprile 2020

 

La crocifissione era uno dei supplizi che i romani affliggevano a coloro che si ribellavano alle loro leggi.
È un simbolo, tra i tanti, della potente e creativa distruttività degli uomini. Di ciò che siamo capaci, quando non riusciamo a dare un limite alla forza pulsionale che ci abita: quel tenace filo di godimento nel far star male e nello star male.

Ci dicono i vangeli che Gesù aveva rischiato di essere lapidato, ma forse anche lui non aveva immaginato come sarebbero precipitati gli eventi che lo portarono all’ingiusta morte sulla croce.
Alla fine della sua tormentata agonia, pronunciò un’ultima frase udita da Maria, dalle altre donne e dal discepolo Giovanni: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.
I vangeli ci testimoniano che il salto nel buio della morte, è stato per lui un Abbandono fiducioso nelle mani del Padre tanto amato.

Abbandono fiducioso. Non è quell’infantile gesto che spesso ci rappresentiamo con l’immagine del bimbo piccolo, che si affida alle cure della madre.
È atteggiamento di maturità, che permette di stare fino in fondo, dentro e nonostante ciò che ci accade, sapendo in chi abbiamo riposto la nostra fiducia.
È forse la dimensione spirituale più preziosa da custodire: né immediata, né scontata. Da imparare giorno dopo giorno, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. (Ebr.12,2)
Dai primi secoli, nel rito liturgico del venerdì santo, i cristiani compiono insieme il gesto dell’adorazione della croce. Oggi, in tanti lo vedremo compiere da papa Francesco, a nome di tutti.
Abbiamo bisogno di recuperare la capacità di inginocchiarci davanti alla fedeltà di Gesù. Di starci a lungo, per imparare a divenire suoi discepoli, liberi da ogni forma d’infantilismo e pensiero magico.

Come crescere nell’abbandono fiducioso?
Ripercorrendo la propria storia ciascuno può riscoprire momenti e persone, che gli hanno permesso di fare esperienza della tenerezza e della fedeltà dell’Amore. Quei sentimenti, quei volti ritornano nitidi e risplendono luminosi come pietre preziose. Vivi ricordi che ci permettono di aprirci alla lode, al ringraziamento, alla gratitudine e nutrono in noi la fiducia. Illuminano la strada quando diventa buia e faticosa. Nessuno ce li può portar via.
Così anche il contatto con la natura, la sua armonia e bellezza, diventa fonte di ricarica e riequilibrio.
Occorre imparare a fare memoria di quegli attimi già eterni, che costituiscono l’essenza della nostra vita, perché, quando la morte arriva, ci trovi vivi. Ci trovi capaci di quel salto inedito, sulla via aperta da Gesù.
Un passaggio non nel nulla e nel vuoto, ma nell’abbandono fiducioso, all’Amore incarnato e fedele che già abita nelle nostre esistenze. Potente antidoto all’angoscia, alla disperazione, in qualunque modo, anche inaspettato, la morte potrà mostraci il suo volto.
In queste ultime settimane, abbiamo pregato per le tante persone che sono morte nella solitudine. Preghiamo ancora per i tanti ammalati, per tutti quelli che nel mondo combattono il coronavirus.
Preghiamo per tanti fratelli e sorelle che sono in questo momento in ginocchio, schiacciati dai pesi della disperazione, delle guerre, delle ingiustizie, delle carestie, delle violenze subite.

Nel crocefisso adorato da san Francesco e santa Chiara, è rappresentata una campana. È l’invito a non separare il dolore del venerdi santo, dalla Passione di Vita del giorno di Pasqua.
Un invito a fare dell’abbandono fiducioso di Gesù, il cuore del mondo.

Fare di Cristo il cuore del mondo.    (Teihard de Chardin)

 Agnese Mariangela Mascetti

Preghiamo:

Mi abbandono alla fedeltà di Dio, ora e per sempre.   (salmo 51,10)

La potente e dolcissima forza del tuo Amore,
prenda possesso dell’alma mia.
Affinchè  io muoia per amore del tuo Amore,
come Tu hai voluto morire, per amore del mio Amore.
                                                                         San Francesco