Il potere

Religioni
IL POTERE DI DIO
papa Francesco rappresenta una radicale rottura

di P. Antonio Spadaro

La storia insegna che l’uomo ha sempre immaginato Dio calarsi nella vita degli uomini. Ha pensato di servirlo e però se ne è anche servito. oggi più che mai il mondo è pieno di attori internazionali che o servono Dio o, più spesso, se ne servono. Il Dio dei cattolici, Allah, Jahvé, Buddha diventano spesso il “nome”, il valore con cui ci si esprime, ci si divide, si combatte. In Turchia, c’è un partito che si richiama a forti valori religiosi, di cui si fa scudo in tutte le elezioni, che da quindici anni vince sulla base dei valori e dei principi dell’islam sunnita. Il mondo mediorientale (Iraq, Siria, Iran, Israele) si divide su temi religiosi, si confronta e si combatte in modo sanguinoso e barbaro, sempre in nome di un Dio. In Italia e in europa ci si divide tra quanti considerano fondanti i valori religiosi e quanti la pensano in senso opposto. nel mondo vaticano, il potere di Dio è tutto. All’interno di questo scenario, da cinque anni opera un soggetto che «non si presta a essere la sponda del potere», è papa Francesco. Fin dal 13 maggio 2013, giorno della sua elezione, Bergoglio «ha toccato e sta toccando continuamente questo nodo», come ha sottolineato padre Antonio Spadaro, direttore de La civiltà cattolica, nel corso del quinto festival di Limes (Genova 2017). Alla sua prima apparizione davanti ai fedeli in piazza San Pietro, Francesco «era vestito di bianco, non aveva nulla di rosso che è il colore dell’imperatore. e alla prima messa si è seduto su una sedia poggiata sul pavimento, e non sui tre gradini dove poggiava la sedia imperiale. Subito ha voluto dire che lui non è Costantino». Padre Spadaro ha evidenziato come i due leader politici più importanti oggi al mondo, Trump e Putin, si stiano contendendo «i panni di Costantino »: l’uno si sente investito del potere «per volere di Dio», avendo vinto elezioni con un risultato che veniva dato per impossibile (come Costantino contro massenzio); l’altro «vuole accreditarsi come protagonista della storia della chiesa e protettore dei cristiani». Francesco li rispetta ma non li sostiene: «Pensate che non accetta mai premi o riconoscimenti, l’unico che ha ricevuto è il premio Carlo magno.

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